Valentina Durante – Copy & Story | L'arte quotidiana
Storyteller, copywriter e web writer freelance. Scopri come una storia può “riscaldare” il posizionamento e rendere il tuo brand più umano e credibile.
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L’arte quotidiana

 

Domenica, ristorante. A capotavola del tavolone alla nostra sinistra c’è un bimbo di circa un anno. La madre, accanto a lui, è impegnata in conversazione. In attesa di un primo che non vuol saperne di arrivare, comincio a guardarlo. Il bimbo ficca in bocca due patatine, mastica, si stufa, ne sputa una, inghiotte l’altra, scende dalla sedia, si guarda un po’ intorno, ruzzola giù, si rialza e poi: punta al passeggino. Il passeggino suo, accostato alla sedia, uno di quei modelli in stile bioarmatura con una scocca sormontata da una sorta di guscio plasticato e tessuto a rivestire il tutto. Il bimbo comincia ad arrampicarsi, la madre lancia un’occhiata, non dice niente, si vede tutto a posto, si vede che il bimbo è autonomo, lo sa fare e il bimbo infatti sale, è su: culetto a contatto di guscio, gambette a sgambettare sulla pedana, le mani che fanno? stanno aggrappate a quella sorta di maniglione imbottito che chiude il guscio a protezione. Il maniglione è aperto e il bimbo lo vuole chiudere, sa che lo deve chiudere, glielo hanno insegnato e si mette a tentare. Io guardo il bimbo che tenta. Si porta il maniglione alla pancia e tenta l’aggancio e cerca, esplora con le mani, esplora l’alloggio e ritenta. E nell’accompagnarlo con l’attenzione, mi accorgo che non sono l’unica. Che attorno alla tavolata ci sono almeno altri tre tavoli: donne e uomini della mia età o poco più giovani o molto più vecchi (niente bambini) e tutti siamo conquistati dal bimbo alle prese con il suo maniglione. E lui che ritenta di nuovo, mano al salsicciotto imbottito cerca l’aggancio, non riesce, si risente, e noi tutti con gli occhi di fuori e il fiato sospeso, noi tutti che non facciamo altro se non guardare quel bimbo che dai che gliela fa, dai, un poco più su, un poco più giù, dai. Finché il bimbo riesce. Clac, agganciamento: come nei cartoni dei robot. Clac. Guardo il maniglione e poi gli occhi di tutti: dalle pupille sprigionare l’applauso. Dalle pupille diluire la tensione. Ce l’ha fatta, evviva, ce l’ha fatta. E mentre il mio primo arriva e il bimbo è lì che cerca la posizione buona per la nanna e gli occhi di tutti tornano a posarsi nei piatti o in altre scene o in altri occhi io mi dico che finalmente ho capito: che cos’è, in una composizione, il punto di fuga.

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